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 Ostelli in Friuli venezia giulia
Domus Augusta Entra

Via Roma 25, 33051 AQUILEIA (UDINE)
Tel. 0431 91024
fax 0431 917105
e-Mail: info@ostelloaquileia.it

 

Domus Augusta
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Europa Entra

Via P. Amalteo 39, 33078 SAN VITO AL TAGLIAMENTO (PORDENONE)
Tel. 0434 876898
fax 0434 876898
e-Mail: info@ostelloeuropa.it

 

Europa
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Tergeste Entra

V.le Miramare 331, 34136 TRIESTE (TRIESTE)
Tel. 040 224102
fax 040 224102
e-Mail: ostellotrieste@hotmail.com

 

Tergeste
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Informazioni sulla Regione
Capoluogo di Regione
Trieste 228.398 Abitanti

Capoluoghi di Provincia
Gorizia 38.381 Abitanti
Pordenone 50.162 Abitanti
Udine 98.166 Abitanti

Superficie
785.497

Popolazione 2000
1.185.172

Densità 2000
151

Turismo: arrivi 2000
447.775

Turismo: presenza media (gg)
10

Dal mare ai monti, da Est a Ovest le distanze, in linea d'aria, non superano i cento chilometri e una moderna rete autostradale le rende facilmente percorribili. In uno spazio ristretto, il Friuli-Venezia Giulia racchiude ambienti, paesaggi, storia, arte e cultura diversificati, che concorrono a formare una realtà varia, articolata e complessa. Dall'anfiteatro montano, sezione terminale dell'arco alpino, si scende all'ampia fascia pedemontana e collinare morenica. Agli interessanti e svariati aspetti geologici si accompagna la dolcezza del paesaggio punteggiato da numerosi castelli che costituivano, a partire dall'Alto Medio Evo, la linea difensiva di quest'area che, per la sua posizione naturale, era terra di passaggio e spesso di conquista. L'alta pianura, specie nel Friuli occidentale, è caratterizzata da terreni aridi e permeabili detti magredi, o terre magre, dove anche i fiumi scompaiono e corrono sotto terra per riaffiorare più a valle, in quella che è nota come la linea delle risorgive. Gli aridi magredi sono oggi resi fertili da un imponente sistema di irrigazione e la rigogliosa zona delle risorgive, con la sua fiorente agricoltura, è caratterizzata dal verde naturale lungo i fiumi e da boschi planiziali. Infine il salto verso il mare: le ampie lagune di Marano e di Grado e la foce dell'Isonzo disegnano la bassa costa occidentale; a Est la costa diviene alta e rocciosa, con le insenature come quelle di Duino e Sistiana, sino a Trieste e Muggia.

Previsto dalla Costituzione quale Regione a Statuto Speciale assieme ad altre quattro regioni italiane, il Friuli-Venezia Giulia ottenne l'autonomia amministrativa e lo Statuto speciale solo nel 1963. Le ragioni di questo "ritardo costituzionale" si intrecciano con i problemi che compongono lo scenario internazionale del secondo dopoguerra e con quelli derivati dalle "diversità", storiche, etniche, linguistiche, che caratterizzano queste terre. Da un lato il Friuli, erede del patriarcato di Aquileia e della veneziana Patria del Friuli, che dal Livenza arriva all'Isonzo, comprendendo le province di Pordenone, di Udine e parte di quella di Gorizia, dall'altro i territori di Trieste e Gorizia - la Venezia Giulia dopo i ridimensionamenti territoriali conseguenti alla Seconda Guerra Mondiale -, che all'impronta asburgica affiancano un passato di forti autonomie amministrative ed economiche. Le tracce di una comune "radice romana" sono ben visibili su tutto il territorio e l'elemento unificante delle due realtà è rappresentato dalla X Regio Venetia et Histria, con capitale Aquileia in epoca augustea. A partire dall'insediamento dei longobardi (sec. VI) le vicende storiche si diversificano e divengono peculiari: Cividale del Friuli - la romana Forum Julii ( da cui il toponimo Friuli ) - diviene capitale del primo Ducato Longobardo in Italia; i Franchi, arrivati un paio di secoli dopo, favoriscono la crescita della chiesa di Aquileia: lo Stato feudale patriarcale, sorto nel 1077, accanto a quello religioso detiene anche il potere temporale e si estende temporaneamente anche ad oriente, ma già nel sec. XII Gorizia di fatto si rese indipendente e Trieste, con altri comuni costieri, si organizzò in libero comune. E' proprio la Patria del Friuli, nel 1420, ad entrare a far parte del territorio della Serenissima, mentre Trieste e Gorizia rimangono sotto l'influenza austriaca. Pordenone è stata un "corpus separatum" in mano alla Casa d'Austria fino al 1515, quando passa a far parte anch'essa del governo della Serenissima. Con la pace di Campoformido del 1797, si concluse il dominio veneziano e il Friuli viene ceduto all'Austria. Dopo il periodo di dominazione napoleonica, che toccò anche Trieste e Gorizia, passò nuovamente all'Austria e venne inserito nel Regno Lombardo-Veneto, mentre Gorizia converge nel Regno illirico e Trieste, con l'Istria, nel Litorale austriaco. La politica illuminata dell'Austria-Ungheria favorì, tra il settecento e la fine dell'ottocento, una straordinaria floridezza economica facendo di Trieste il porto dell'impero. L'esito fortunato della guerra di indipendenza consentì nel 1866 il passaggio all'Italia del solo Friuli. Dopo il primo conflitto mondiale, che vide la regione teatro principale della guerra e causò gravissimi danni e perdite umane, i destini di queste terre si accomunarono pur vivendo, in particolare la Venezia Giulia, dolorose vicende legate all'esplosione delle contraddizioni sulla questione dei confini. Il secondo conflitto mondiale, ancora una volta pagato a caro prezzo, portò all'Amministrazione anglo-americana della zona di Trieste fino alla fissazione del confine con il Memorandum di Londra del 1954. Il riunirsi di Trieste all'Italia consentì finalmente la costituzione della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia.


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