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| Ostelli in Marche
- Ancona
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Ancona 
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| nome: |
Ancona
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| indirizzo: |
Via Lamaticci 7
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| papà albergatore/mamma albergatrice: |
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| posti letto: |
56
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| periodo di apertura: |
07/01-31/12
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| orario di apertura: |
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| categoria: |
▲▲
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| E-mail: |
ancona@aighostels.com
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| telefono: |
071 42257
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| fax: |
071 42257
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| mezzi pubblici: |
200 metri
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| stazione: |
Ancona Centrale 200 metri
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| aeroporto internazionale: |
Ancona -Falconara 15 Km
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| porto: |
Ancona 1 Km
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| Note: * orario di chiusura 11-16,30 salvo richieste
* Agevolazione per gruppi - studenti - insegnanti- |
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| posto letto in camera sestupla con bagno in comune FEMMINA [+] |
17 €
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0 €
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0 €
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0 €
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| posto letto in camera sestupla con bagno in comune MASCHIO [+] |
17 €
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0 €
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0 €
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0 €
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Servizi
- [LEGENDA] |
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L'ostello
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Ancona, che ospita il più importante porto dell'Adriatico con partenze regolari per Croazia, Albania, Grecia e Turchia, medio ed estremo Oriente, è anche una ridente città con diverse testimonianze storico-architettoniche, dall'Arco di Traiano di epoca romana alla Loggia dei Mercanti in stile gotico, dalla Chiesa romanica di Santa Maria della Piazza a quella di San Francesco delle Scale che conserva pitture di Tiziano e del Lotto, per finire con il Duomo in pietra bianca e rosa. Tuttavia Ancona offre anche la seduzione del Mare Adriatico sul quale si affaccia, e quindi la possibilità di suggestive escursioni alla aspra ed affascinante Riviera del Conero. |
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La città
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| Ancona è una città dove la cultura dell'ospitalità ha solide radici. E dove il sole nasce e tramonta sul mare. Ancona è infatti la sontuosa regina del Medio Adriatico, dinamico porto d'Europa. Città carica di storia, d'arte e di cultura. Dove antico e moderno convivono in modo mirabile. Palazzi di nobile lignaggio, monumenti dall'intenso fascino, chiese dal "romanico" rintocco testimoniano di un ricco vissuto, di un immaginifico senza tempo. E dove il Conero racconta di fate e gnomi specchiandosi in un azzurro profondo ed incontaminato. Ma Ancona è anche la città che ha saputo ricostruirsi in maniera pulita dopo il terremoto del '72 e la grande frana dell'82. E' il grande proscenio sul mare dei vecchi e risanati quartieri di Guasco S. Pietro e Capodimonte. Ma è anche la città dei nuovi quartieri, quella dei Belluschi, Quaroni, Trevisan, Taffuri, De Grossi, Guerri e Canella. I nuovi urbanisti, l' architettura della nuova polis, della città che si affaccia al terzo millennio. Su tutti e su tutto veglia la Cattedrale di San Ciriaco.Anche sul salotto buono di piazza del Plebiscito, sul prezioso romanico della Chiesa di Santa Maria della Piazza, sulla pregnante simbologia della Loggia dei Mercanti opera dell'insigne maestro Dalmata Giorgio da Sebenico e sui ricchi forzieri della cultura. Sugli arazzi del Rubens custoditi nel Museo Diocesano, sulle opere del Tiziano e del Crivelli ospitate a Palazzo Bosdari, sui tanti tesori del nostro passato che impreziosiscono il Museo archeologico nazionale delle Marche. Ed anche sul tempietto di stile neoclassico dedicato a San Rocco che segna il centro della creatura pentagonale di Luigi Vanvitelli. Da città cosmopolita, Ancona continua ad essere crocevia di genti e culture diverse. Non a caso, arte, storia, cultura, sport e turismo sono il cocktail che sa offrire. A chi ha sete di conoscenza, a chi ha voglia di abbandonarsi ai suoi incantesimi. Ed a quelli del Parco del Conero dove ,fra la macchia mediterranea ,la ginestra si fa bella ed il corbezzolo discretamente si ... pavoneggia. Porta d'Oriente. Origini preistoriche, significativa presenza Picena nell'età del ferro, Ancona è tappa d'obbligo per chi solca l'Adriatico. Meritata sosta per gli oltre ottocentomila passeggeri in transito per questo approdo scelto dai Dori Siracusani nel IV secolo a.C. e fatto poi grande da imperatori come Traiano e da Papi lungimiranti come Clemente XII. Per questo libero Comune che neppure le truppe del Barbarossa sono riuscite a piegare. Per una città mai doma, medaglia d'oro al valor civile, che neanche le terribili incursioni aeree della seconda guerra mondiale sono riuscite a mortificare. Quì pulsa il cuore delle Marche, di una città regione dai ricchi forzieri e dai tanti tesori. La Basilica di Loreto che si prepara al Giubileo, Recanati ed il suo Leopardi,Urbino ed il suo Ducato, le grotte di Frasassi, P.zza del Plebiscito i dolci e verdi declivi dell'entroterra, il blu profondo della costa di Sirolo, Numana e Portonovo. Storia, natura e cultura che si accompagnano all'ingegno ed alla operosità di chi in economia e sul fronte del lavoro ha cercato strade diverse. Piccola imprenditoria presa a modello per la capacità di stare sul mercato in modo duttile, flessibile. E proprio quì, nel cuore delle Marche, in questa vera e propria città europea che il benvenuto è di quelli da non dimenticare. Per i viandanti del terzo millennio, parcheggi custoditi nell'area portuale. Per loro, "city tour", eleganti e raffinate vetrine da ammirare, mercatini da scoprire, piatti e vini generosi da gustare ma anche tantissime altre iniziative promozionali e di accoglienza che Comune, Azienda di promozione turistica ed operatori economici hanno avvedutamente predisposto. Con la solidale partecipazione della Camera di commercio del capoluogo, dell' Authority portuale e degli stessi operatori marittimi. Davvero un pool di qualità. Un pubblico-privato di prim'ordine. Per un "Welcome to Ancona" da portare nel cuore. Con la venuta del Poverello sorge sull'Astagno un convento francescano (poi ospedale militare), le discordie cittadine indeboliscono le difese, e ciò rende possibile al Malatesta di erigere la fortezza di San Cataldo sul Colle dei Cappuccini, e successivamente al Cardinale Albornoz di ingrandirla e rafforzarla, per opera di Ugolino di Montemarte. La fortezza è come una freccia nel fianco della libertà anconitana; molti decenni di lotte saranno necessari per liberarsene. Gli anconitani sono a buon punto nelle trattative con la Chiesa per riavere la Rocca, ma il castellano Ferrante da Moggia dichiara di tenerla a nome dell'antipapa Clemente. E' necessario un lungo assedio e alla fine, nel 1383, la Rocca viene espugnata e distrutta. In tale circostanza il Senato Anconitano riceve dai Priori delle Arti e dai Gonfalonieri di Giustizia del popolo di Firenze l'elogio più caloroso: "Avete finalmente scosso, amici carissimi, il giogo del vostro selvaggio che il presidio dell'inespugnabile rocca vi teneva sopracapo! O uomini che diffondete l'odore delle virtù dei vostri progenitori! O veri italiani!" Gli anconitani sono fieri difensori delle patrie libertà, ma sono anche provetti lavoratori, avveduti commercianti e valenti navigatori; quando il Pontefice Urbano V, allora residente in Avignone, rientra in Italia, tra le tante navi delle città marinare andate ad incontrarlo, c'è una galea anconitana; e proprio su questa si imbarca per intraprendere il suo viaggio. P.zza del Senato Narra il cronista Oddo di Biagio "La galea fu fatta in Ancona de tanta e tale lunghezza, quale mai si fu veduta la simile, con celle e camere dipinte e ornate come fossero stanze di palazzi. E fu armata de marinai e de vogatori de Ancona" (1367). L'onorifica preferenza viene accordata anche ad un'altra galea, comandata dall'anconitano Nicolò di Bartolomeo Toroglioni, quando Papa Gregorio XI riporta definitivamente la corte pontifica dalla Francia in Italia, nel 1377. Ma della fierezza del popolo anconitano sono ricche le cronache. Galeazzo Malatesta, nel 1413, tenta un assalto a Capodimonte; ma la pronta e vigorosa difesa respinge il nemico che lascia centinaia di morti e prigionieri. Tra i valorosi difensori va citato Ciriaco Pizzecolli, profondo studioso del mondo antico considerato il fondatore dello studio dell'archeologia. Anche Francesco Sforza tenta di avere a tradimento la città; le sue spie vengono scoperte, chiuse dentro sacchi e gettate in mare con pietre al collo. Tra gli sforzeschi nasce il detto: "Ancona da bere e non da mangiare" (1443). Portonovo Altra prova della importanza del porto è la Crociata contro i Turchi promossa da Papa Pio II (Enea Silvio Piccolomini); qui viene il Papa con tutta la corte pontificia per riunire la flotta delle potenze cristiane, che avrebbe dovuto liberare i mari dalle violenze e dalle ruberie dei corsari Musulmani. Se non che il Papa muore e i Turchi continuano a farla da padroni (1464). Nonostante tutto le arti e i commerci fioriscono e proprio in questo periodo la città si arricchisce di palazzi ed opere d'arte. L'architetto Giovanni Pace detto Sodo, costruisce la Loggia dei Mercanti , la cui facciata gotica si deve a Giorgio de Sebenico. A Giorgio de Sebenico si devono anche i portali di Sant'Agostino e di San Francesco alle Scale, nonché la facciata del Palazzo Benincasa in via della Loggia. Altri artisti lasciano nobili segni del loro lavoro: Francesco Martini senese, i Maestri Pietro e Matteo di Anongiacomo e il pittore Melozzo da Forlì, nel Palazzo già degli Anziani e ora della Prefettura; Marino di Marco Cedrino veneziano, uno degli architetti della Basilica di Loreto, nel portale della Chiesa della Misericordia; i pittori Carlo Crivelli, Lorenzo Lotto, Tiziano, veneti, in numerosi mirabili dipinti. Successivamente Pellegrino Tibaldi affresca l'interno della Loggia dei Mercanti, disegna la Fontana delle Tredici Cannelle e dipinge un salone del Palazzo Ferretti agli Scalzi: Andrea Lilli da Ancona dipinge numerose apprezzate tele che si conservano ancora nella Civica Pinacoteca. |
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